I Nuovi Orizzonti Di India E Vietnam

Dallo scorso mese di aprile molti paesi al mondo hanno cambiato le regole sul Covid-19. Grazie alle politiche di lockdown e le campagne vaccinali, numerosi Stati hanno riaperto gli stranieri le porte dei loro territori in seguito alla pandemia che ha toccato l'intero globo. Alcuni degli Stati che hanno permesso l'ingresso nel loro territorio si trovano in Asia: Sud Corea, Tailandia, Singapore, oltre che India e Vietnam. In particolare, quest'ultimi due Stati hanno adottato una politica totalmente aperta nei confronti degli stranieri, permettendo loro di entrare senza sottoporsi ad un periodo di quarantena se vaccinati. La totale apertura da parte dei confronti degli stranieri è indice dell'intenzione governativa di attrarre sempre più imprenditori e turisti a visitare questi paesi, con collegamenti aerei sempre più intensificati con la graduale rimozione delle limitazioni dovute alla pandemia, rendendo ormai tale viaggio sempre più alla portata di tutti. È sufficiente notare che, ogni settimana vi sono più di 170 voli che collegano gli Emirati Arabi a nove delle più importanti città indiane, come Nuova Delhi e Mumbai.

Tornando in Italia, l'esportazione all'estero è diventata ormai un must per ogni tipo di azienda che voglia ampliare i propri confini e attrarre nuova clientela. Grazie alla globalizzazione e all'avvento di internet, le distanze che un tempo sembravano incolmabili, oggi sono sempre più ridotte. Da quando risulta dal "Report Export Update" pubblicato da SACE relativamente alle esportazioni delle regioni italiane dal 2019 al 2022, l'Abruzzo si è confermata la terza regione del meridione per esportazioni, con un volume d'affari di circa 8 miliardi di euro annui, con previsioni sempre in crescita di anno in anno.

India e Vietnam sono tra le aree geografiche a più alta potenzialità per esportazioni e investimenti italiani nel medio-lungo termine. Più nello specifico, India e Vietnam rappresentano ormai sempre più paesi nascenti dell'economia mondiale, capaci di far aumentare il loro Pil nonostante il Covid-19: basti pensare che le previsioni per la crescita del Pil di India e Vietnam è rispettivamente di 8% e 6,5%. L'India, in risposta alla crisi pandemica mondiale, ha reagito adottando politiche ed incentivi molto favorevoli per gli investitori stranieri. Il governo indiano si è infatti concentrato nel agevolare gli investimenti esteri in numerosi settori come, ad esempio, in quello del commercio monomarca, della distribuzione retail, oltre che nei media digitali, ormai in grandissima crescita. Proprio nel settore tecnologico-digitale, l'India si sta costruendo ormai un posto di diritto fra le potenze mondiali. Proprio in questi giorni, il Ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, si è recato nella "Silicon Valley indiana", Bangalore, in particolare all'Indian Space Research Organization, che conta più di 17.000 dipendenti e rappresenta un polo d'eccellenza nella ricerca aero-spaziale, il cui obiettivo è sviluppare delle tecnologie spaziali e lo loro applicazioni per lo sviluppo dell'India. Il fine della visita del Ministro è quello di stringere ulteriormente le maglie del partenariato bilaterale tra Italia ed India. La politica adottata dal governo indiano ha raccolto enormi frutti ed i dati lo dimostrano: gli investimenti stranieri del 2021 sono ammontati a circa 64 miliardi di dollari, segnando un più 22,5% rispetto all'anno precedente. Ad oggi, sono più di 600 le aziende italiane presenti sul territorio indiano in settori che variano: dalla meccanica sia in software, passando per il settore alimentare, tante anche abruzzesi come ad esempio Ruspetichella e Valagro. Il numero di aziende che ha deciso di investire in India è in costante crescita, anche grazie alle politiche di favore in essere localmente.

A livello europeo, i rapporti tra Ue e India stanno stringendo ancor di più legami economici e diplomatici. Infatti, nello scorso settembre, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha incontrato in India il primo ministro indiano Narendra Modi per celebrare i 160 anni di rapporti fra l'Ue e l'India. La settimana successiva è stato il turno del primo ministro indiano, che ha incontrato i rispetti capi di Stato di Danimarca e Norvegia, e successivamente è stato il primo ad incontrare il presidente francese Macron dopo la sua recente rielezione, dimostrando il reciproco interesse tra Europa ed India a coltivare tale sinergia economica e diplomatica.

Anche il Vietnam ha potenziale di crescita ambizioso, tanto da poterlo definire come una delle economie più dinamiche di tutta l'Asia. Infatti, grazie alla globalizzazione e agli investimenti stranieri sta vivendo una notevole crescita sia economico-industriale che sociale, diventando sempre più meta turistica e lavorativa. Il Vietnam rappresenta infatti il principale partner commerciale dell'Italia tra i paesi Asean con un fatturato di oltre 5,8 miliardi di euro nel 2021, facendo segnare un aumento del 21% rispetto al 2020, complice anche l'accordo di "Partenariato Strategico" siglato nel 2013, favorendo una reciproca crescita economica destinata a crescere nel prossimo futuro. Ciò è possibile grazie alle numerose esportazioni di macchinari industriali (in particolare nell'ambito manifatturiero di vestiti e scarpe), oltre che apparecchiature mediche e ottiche, prodotti cosmetici e farmaceutici. D'altra parte, le importazioni vietnamite in Italia comprendono prodotti elettronici, prodotti agricoli e tessili, non trascurando uno dei settori in cui il Vietnam rappresenta uno dei maggiori esponenti asiatici, ovvero quello tecnologico, offrendo interessanti opportunità per ampliare ulteriormente i rapporti economico-commerciali tra Italia e Vietnam.

Anche di recente, il presidente del Consiglio Mario Draghi, in un colloquio telefonico con il primo ministro vietnamita, Pham Minh Chinh, ha sottolineato l'importanza della collaborazione fra i due paesi. In particolare, merita sottolineare che il Vietnam, inoltre, garantisce il corretto utilizzo dell'indicazione di origine di provenienza di un prodotto: un vantaggio non indifferente per il marchio Made in Italy, che potrebbe essere protetto dalla competizione a livello locale e internazionale da parte di marchi fraudolenti. Possiamo dunque notare come il Made in Italy e la capacità manifatturiera italiana siano ormai presenti in tutto il mondo e che i prodotti di eccellenza abruzzesi possono reperirsi ormai, fortunatamente, in ogni angolo del globo. Tale allargamento delle destinazioni rappresenta una grande chance non solo nel già affermato settore agroalimentare, ma anche in tutti quei settori che possono trovare una grande opportunità nell'investire in economie dinamiche e in forte espansione. Dunque, India e Vietnam rappresentano due grande opportunità di investimento per numerose imprese che hanno l'obiettivo di crescere ed affermarsi in ambito internazionale. A tal fine, agli investitori è consigliato di aggiornarsi costantemente su questi paesi, informandosi tramite i report economici dell'Italian Trade Agency, oppure partecipando a webinar online o fiere internazionaliorganizzate periodicamente. Successivamente, oltre a rivolgersi ad esperti del settore, potranno stringere rapporti con eventuali distributori presenti sul mercato locale o prendere parte a fiere di settore, al fine di facilitare ancora più l'ingresso nel tessuto economico di questi paesi ricchi di opportunità.

  • Avvocato, Vice Presidente Camera di Commercio Unione Europa in Cina e Managing Partner Studio Legale D'Andrea & Partners